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Gruppo Coin, prosegue al Mimit il confronto sul Piano di Rilancio

Blanca: «La situazione resta complessa, serve un maggior livello di coinvolgimento e partecipazione nella gestione della vertenza, a partire da una maggiore chiarezza sui numeri occupazionali e su un piano dettagliato per la tenuta della rete commerciale»Roma, 2 aprile 2025 – Prosegue al Mimit il confronto sulla crisi che ha investito il Gruppo Coin, con l’obiettivo di individuare soluzioni che garantiscano la continuità aziendale e la salvaguardia dei 1.390 posti di lavoro coinvolti. L’incontro del 31 marzo è stato il terzo in sede istituzionale, dopo le precedenti riunioni del 20 marzo e del 23 febbraio. Alla riunione ha partecipato per la Fisascat Cisl la segretaria nazionale Aurora Blanca, insieme ad Alessandro Vella della Cisl nazionale.

Durante il confronto è stato confermato il consolidamento del piano di rilancio dell’azienda, che prevede un aumento di capitale pari a circa 21,2 milioni di euro grazie agli investimenti di Sagitta Sgr, MIA Srl e, in via residuale, degli attuali azionisti di Coin. Inoltre, è stata avviata la fase istruttoria per il possibile ingresso di Invitalia nel capitale della società, un passaggio strategico che rafforzerebbe la stabilità dell’azienda e tutelerebbe l’occupazione. Gli accordi di ristrutturazione del debito, avviati con l’obiettivo di risanare la situazione finanziaria, procedono senza apparenti criticità, con un orizzonte di conclusione fissato per giugno/luglio 2025. Parallelamente, sono in corso trattative per la riorganizzazione del perimetro aziendale, che prevedono la chiusura di diversi punti vendita e il ricollocamento dei dipendenti impattati. Gli store di Roma Bufalotta, Roma Lunghezza e Latina sono già stati chiusi, con restituzione dei locali prevista entro il 31 marzo e ricollocazione dei 56 lavoratori coinvolti. Il punto vendita di Roma Termini chiuderà i battenti tra maggio e giugno 2025, con un primo ricorso agli ammortizzatori sociali seguito da un piano di ricollocazione. Sono confermate le chiusure di San Donà di Piave entro il 30 aprile 2025, Milano City Life entro il 31 luglio 2025, Bologna con data in fase di definizione e l’annunciata chiusura di Bassano del Grappa. Per il punto vendita di Firenze la situazione presenta criticità minime e si sta lavorando a una soluzione definitiva. È stata inoltre discussa la possibilità di posticipare di un anno la chiusura dello storico negozio di Vicenza, inizialmente prevista entro il 2025, per il quale potrebbero aprirsi nuovi scenari.

La Fisascat Cisl, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha ribadito la necessità di un monitoraggio costante sull’evoluzione del piano di ristrutturazione, con particolare attenzione alle ripercussioni occupazionali nei territori impattati. Resta fondamentale un’informazione puntuale sulla situazione occupazionale nazionale, elemento essenziale per garantire un confronto costruttivo e individuare soluzioni efficaci per la tutela dei lavoratori. Il prossimo incontro è stato fissato per il 22 aprile, con l’obiettivo di monitorare lo stato di avanzamento delle trattative e la definizione del piano di rilancio commerciale entro il mese prossimo.

Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca «nonostante le rassicurazioni aziendali la situazione resta complessa e serve un maggior livello di coinvolgimento e partecipazione nella gestione della vertenza, a partire da una maggiore chiarezza sui numeri occupazionali e su un piano dettagliato per la tenuta della rete commerciale. Non possiamo permettere che le lavoratrici e i lavoratori di Coin rimangano nell’incertezza, serve un impegno concreto per la salvaguardia dell’occupazione e per dare prospettive certe a chi ogni giorno garantisce con il proprio lavoro la continuità dell’azienda attraverso la ricollocazione del personale interessati dalla riorganizzazione».

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S.p.l.i.a. S.p.A., accordo sul premio di risultato con la catena alberghiera di lusso presente a Venezia, Firenze e Perugia

Roma, 2 aprile 2024 – Raggiunto l’obiettivo del premio di risultato per i dipendenti di S.p.l.i.a. S.p.A. – Società per l’industria alberghiera, azienda che gestisce il Londra Palace Hotel di Venezia, il The Place Hotel di Firenze e il Borgo dei Conti Resort di Perugia, a seguito della sottoscrizione dell’accordo per il 2024.

Il premio 2024, che sarà erogato entro aprile 2025, è stato determinato in base ai risultati raggiunti dalle singole strutture alberghiere in termini di EBITDA.

L’importo del sistema premiale base varia dai 400 euro previsti per il 7° livello agli 852 euro del 1° livello, mentre il premio massimo va dai 1.291,81 euro del 7° livello ai 2.751,56 euro previsti per il 1° livello.

Rientrano nel perimetro del premio tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e i lavoratori con contratto a tempo determinato non inferiore a 3 mesi, anche non continuativi.

Per i lavoratori assunti e/o trasformati a tempo indeterminato nel corso del 2024 la misura del premio verrà erogata pro quota, mentre per quelli in servizio con rapporto di lavoro a tempo parziale l’importo sarà ridotto in base alla proporzione tra l'orario ridotto e il normale orario contrattuale. Il sistema premiale si estenderà per il 2025 anche al personale del Borgo dei Conti di Perugia. Soddisfazione in casa Fisascat.

Per Salvo Carofratello, impegnato al tavolo di trattativa per la federazione cislina, «il raggiungimento di questo obiettivo apre di fatto la possibilità di discutere un contratto integrativo aziendale, di durate triennale, più articolato e di maggiori opportunità per entrambe le parti».

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EssilorLuxottica, prosegue in plenaria il confronto sulla definizione del primo Contratto integrativo aziendale da applicare ai circa 3.500 dipendenti del retail

Roma, 1 aprile 2025 – Prosegue in plenaria la trattativa tra le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e la società EssilorLuxottica per la definizione del priamo Contratto integrativo aziendale. Sono circa 3.500 i dipendenti impiegati nel retail del gruppo leader a livello globale nella progettazione, produzione e distribuzione di lenti oftalmiche, montature e occhiali da sole.

Nel corso dell’ultimo incontro del 20 marzo l’azienda ha presentato i risultati economici del 2024 e le prospettive per il 2025, evidenziando una crescita costante dal periodo post-Covid; negli ultimi sei anni, il tasso di crescita complessivo è stato del +12%, con un aumento del fatturato medio per punto vendita, che nel 2024 ha raggiunto i 455 milioni di euro. Tuttavia, la chiusura di alcuni corner presso Finiper, Coop e Coin ha comportato difficoltà nella gestione delle ricollocazioni del personale, rallentando il confronto sul contratto.

Durante l’incontro la società ha dato riscontro positivo all’istanza delle organizzazioni sindacali di rivedere il criterio di maturazione del ticket restaurant e nella stessa giornata le Parti hanno convenuto di sottoscrivere un accordo che a partire dal 1° aprile 2025 assegna alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto al ticket restaurant per le giornate lavorative di almeno sei ore con una pausa pranzo di almeno 30 minuti. La Fisascat Cisl ha sollevato la questione del riconoscimento del ticket anche per i dipendenti in smart working, una proposta che l’azienda valuterà.

EssilorLuxottica ha annunciato anche l’introduzione di una giornata di permesso aggiuntiva all’anno, fruibile, compatibilmente con le esigenze organizzative, sul modello del bonus compleanno. Le organizzazioni sindacali hanno accolto positivamente la misura, ma hanno ribadito la necessità di un confronto più ampio su orari, organizzazione del lavoro e turni domenicali, evidenziando criticità nella gestione dei turni, con disomogeneità tra le diverse filiali e pause eccessivamente lunghe anche su turni brevi. L’azienda si è resa disponibile a un confronto sull’organizzazione del lavoro e sul miglioramento della pianificazione degli orari.

Sul lavoro domenicale, EssilorLuxottica ha manifestato disponibilità ad aumentare le maggiorazioni, introducendo un sistema progressivo in base al numero di domeniche lavorate. I sindacati hanno chiesto ulteriori dati specifici sulla media delle domeniche lavorate nei diversi store e nei corner per avviare una discussione di merito sull’argomento.

L’azienda si è impegnata a fornire nel corso dei prossimi incontri, ancora da calendarizzare, una prima bozza di testo sui temi discussi e si è resa disponibile ad affrontare tutti gli altri temi ricompresi nella piattaforma quali il welfare, il turn over generazionale e il salario variabile

Soddisfazione in casa Fisascat Cisl. «Le trattative proseguono in maniera proficua» ha dichiarato Stefania Chicca dell’ufficio sindacale. «Il nostro auspicio – ha concluso la sindacalista - è arrivare a un’intesa che vada ad integrare alcuni aspetti normativi ed economici che garantiscano migliori condizioni di lavoro, maggiore visibilità nella pianificazione dei turni e un’equa valorizzazione dell’impegno di tutte le lavoratrici e i lavoratori anche attraverso l’introduzione di un salario variabile».

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Capgemini Italia, sindacati e direzione aziendale a confronto per il rinnovo dell’accordo sullo smart working

Roma, 1 aprile 2025 – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a confronto con la direzione aziendale di Capgemini Italia per il rinnovo dell’accordo sullo smart working. L’intesa, in scadenza il 30 aprile 2025, si applica ai 9.338 dipendenti della società di consulenza operante nel settore del terziario avanzato.

Nel corso dell’ultimo incontro l’azienda ha manifestato l’intenzione di rivedere l’accordo prevedendo un ridimensionamento delle giornate di lavoro da remoto. Nello specifico, Capgemini ha proposto 8 giornate lavorative di smart working al mese per tutti i dipendenti, con una media di 2 giorni a settimana e un’estensione delle giornate di lavoro da remoto in taluni casi, come per chi ha figli minori di un anno, per i dipendenti della sede di Roma in vista delle giornate giubilari o, ancora, in concomitanza con i periodi di chiusura aziendale (indicativamente nel mese di agosto). Lo smart working rimarrebbe invece sospeso per chi lavora in bench, così da facilitarne la ricollocazione in altri progetti secondo le necessità aziendali. L’azienda, che spinge per il raggiungimento di un’intesa entro il 10 aprile, ha annunciato, in caso di mancato accordo, l’applicazione di un regolamento interno.

Fermo no da parte dei sindacati a un accordo sulle basi prospettate da Capgemini. I motivi sono molteplici: il ritardo nell’avvio del tavolo di discussione, i tempi stretti per chiudere l’accordo, le criticità nella disponibilità di postazioni nelle sedi, la mancanza di dati sulla produttività legata al lavoro in smart working, l’organizzazione carente della formazione per chi lavora in interprogetto, il rapporto con i manager, i tempi di percorrenza da e per le sedi di lavoro con i relativi aumenti di costo per l’uso dei mezzi di trasporto. Ragioni a cui si aggiunge anche un problema di tenuta occupazionale emerso a seguito di contrazioni di commesse nel settore automotive. Filcams, Fisascat e Uiltucs evidenziano inoltre che, a distanza di tempo dall’unificazione tra Altran e Capgemini, permangono delle distanze sul piano dei trattamenti retributivi e contrattuali dei dipendenti non più accettabili.

Al termine della riunione, considerate ancora insoddisfacenti le risposte aziendali e date le forti preoccupazioni della delegazione sindacale, Filcams, Fisascat e Uiltucs, al fine di condividere con le lavoratrici e i lavoratori lo stato della trattativa, hanno annunciato iniziative di informazione attraverso assemblee sindacali, anche in accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, e lo svolgimento di un coordinamento unitario. Il prossimo incontro con l’azienda è fissato per il 9 aprile, alle 10:00, in modalità videoconferenza.

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Lidl Italia, prorogata fino al 6 marzo 2026 la validità del Contratto integrativo aziendale applicato ai circa 22mila dipendenti

Roma, 1 aprile 2025 – Prorogata fino al 6 marzo 2026 la validità del Contratto Integrativo Aziendale applicato ai circa 22mila dipendenti di Lidl Italia, società operativa nel settore della grande distribuzione organizzata presente sul territorio nazionale con 750 punti vendita 750 punti vendita e 12 centri logistici regionali. È quanto definito con un verbale di accordo tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e la direzione aziendale. Dal 1° maggio 2024 Lidl Italia fa riferimento al CCNL del Terziario Distribuzione e Servizi Confcommercio, richiamando ad esso i riferimenti del CIA.

Le parti hanno convenuto di interrompere l’efficacia della contrattazione integrativa nel caso in cui, entro la nuova scadenza, si formalizzi un accordo in merito alla definizione del nuovo Contratto integrativo aziendale, scaduto nel 2021. Diversamente, si incontreranno per valutare eventuali ulteriori rinnovi o proroghe nel caso in cui non sia stato formalizzato un nuovo accordo.

Per Diego Lorenzi e Stefania Chicca dell’ufficio sindacale della Fisascat Cisl nazionale «la proroga del Contratto integrativo aziendale rappresenta un passaggio necessario per garantire continuità ai diritti e alle condizioni di lavoro dei circa 22mila lavoratrici e lavoratori di Lidl Italia». «Il nostro obiettivo – concludono - rimane quello di giungere alla definizione di un nuovo accordo che valorizzi le professionalità e risponda alle esigenze di un settore in continua evoluzione. Il confronto con l’azienda dovrà proseguire con determinazione, per assicurare nuove tutele e miglioramenti concreti alla forza lavoro, sia dal punto di vista economico che sotto il profilo delle condizioni di lavoro, del benessere organizzativo e della conciliazione vita-lavoro».

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UnipolRental, in sciopero il 31 marzo e il 1° aprile i dipendenti della società di noleggio auto a lungo termine del Gruppo Unipol

Roma, 28 marzo 2025 – Incroceranno le braccia il 31 marzo e il 1° aprile le lavoratrici e i lavoratori dipendenti di UnipolRental S.p.A., società di noleggio auto a lungo termine del Gruppo Unipol. Lo sciopero di 16 ore, indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs unitamente al coordinamento delle delegate e dei delegati, si inserisce nell’ambito della dichiarazione di un nuovo pacchetto di 40 ore di sciopero da articolare a livello aziendale o territoriale, dopo la giornata di sciopero nazionale del 3 febbraio scorso.

Alla base della protesta, lo stallo delle trattative sul contratto integrativo aziendale di gruppo e il mancato rinnovo dell’accordo sullo smart working, chiusure che penalizzano gravemente le condizioni economiche e normative delle lavoratrici e dei lavoratori dell’area terziario, alle dipendenze di Cambiomarcia S.r.l., I.Car S.r.l., Leithà S.r.l., Unicasa Italia S.p.A., UnipolGlass S.r.l., UnipolHome S.p.A., UnipolPay S.p.A., UnipolRental S.p.A., UnipolService S.p.A., UnipolTech S.p.A., UniSalute Servizi S.r.l., Tantosvago S.r.l. e Wellbee S.r.l..

Oggi, in segno di solidarietà, le lavoratrici e i lavoratori del comparto terziario del Gruppo Unipol hanno preso parte ai presidi organizzati dalle rappresentanze del comparto assicurativo e finanziario nella giornata di sciopero nazionale indetto in concomitanza con la presentazione del Piano Industriale della “nuova” Unipol.

«La protesta - stigmatizzano Filcams Fisascat e Uiltucs - proseguirà fino a quando non ci sarà una reale apertura al dialogo da parte dell’azienda, la vertenza è cruciale per riconoscere ai dipendenti dell’area terziario un trattamento equo e in linea con i trattamenti contrattuali esistenti all’interno del Gruppo Unipol, un gruppo solido dalle possibilità economiche importanti».

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